Ponte Vecchio
Bassano del Grappa
Centro Storico

E’ diventato nel corso dei secoli il simbolo della città. Noto anche come il Ponte di Palladio o il Ponte degli Alpini, è una presenza viva nel territorio e il legame che lo unisce ai bassanesi è fortissimo.

La prima data certa della presenza di un ponte in questa zona è il 1209, ma già dal XII secolo vi sono notizie certe della sua presenza. La prima edificazione, in legno, si deve forse a motivi militari, oltre che economici e sociali. Un tempo era fondamentale come via di comunicazione nel territorio bassanese. A causa degli eventi bellici e delle brentane (le improvvise e violente piene del fiume Brenta) esso fu ripetutamente distrutto e quindi ricostruito, sempre fedelmente al disegno che Palladio realizzò nel 1569.

Il legno permette una maggiore elasticità rispetto alla pietra e quindi una maggiore resistenza alla violenza dell’acqua. Il ritmo dei pilastri, le nervature lignee e le balaustre dei parapetti modificano ad ogni passo e in ogni ora della giornata la visione e l’atmosfera sempre ricca di fascino, che offre uno splendido panorama della Valsugana. Una silhouette unica e nota in tutto il mondo. Già caro ai soldati che combattevano sul Monte Grappa e sull’Altopiano di Asiago nella Prima guerra mondiale, che lo salutavano con la popolarissima strofa "Sul Ponte di Bassano, noi ci darem la mano", il Ponte ebbe il definitivo appellativo "degli Alpini" nel 1948, dopo che le Penne nere si prodigarono per sanarlo dalle gravissime ferite che aveva subito nel secondo conflitto mondiale.

Tutta la zona attorno al ponte brulica di laboratori e negozi dove è possibile acquistare cibi e prodotti tipici. Per gli amanti della grappa è d’obbligo una sosta alla Distilleria Nardini, posta all’imboccatura del ponte dal 1779, oppure una visita al Museo della grappa, allestito dalla Distilleria Poli in un palazzo del Quattrocento, poco sopra, in via Gamba.

Attraversando il ponte si entra, superando un’arcata di marmo del 1531, in Angarano, comune autonomo sino al 1812. La via davanti porta il medesimo nome del borgo. Subito a destra si innesta via Volpato, che scende lungo la riva destra del fiume, fiancheggiando caratteristiche case sull’acqua. Questi e altri, a valle del Ponte, sono ciò che resta della cortina di edifici che si affacciavano sul fiume e che ne sfruttavano la corrente con mulini e captazioni. Avanzando invece in via Angarano e guardando a sinistra si incontra uno stretto vicolo sormontato da un piccolo arco. E’ via San Donato, che conduce alla vicina, omonima chiesetta. Sempre lungo via Angarano, si trova infine Palazzo Bonaguro, che possiede affreschi della scuola del Veronese.