Museo Astronomico La Specola
Vicolo dell’Osservatorio
Padova - Pd
L'antica Torlonga del Castello Carrarese, detta poi Torre della Specola, da osservatorio di difesa della città a Osservatorio astronomico.
La Specola è uno dei simboli più rappresentativi della città e della sua storia: l'alta torre ricorda infatti la tirannia di Ezzelino III da Romano che nel 1242 aveva edificato un castello con due torri di cui la maggiore era il luogo in cui il tiranno teneva rinchiusi e torturava i suoi prigionieri. I successivi signori di Padova, i Carrara, nel 1374 costruirono un nuovo castello-fortificazione sui resti del vecchio come baluardo difensivo e splendido edificio decorato all'interno e all'esterno.
Il 21 maggio 1761 il Senato della Repubblica di Venezia emanava un decreto con il quale istituiva un osservatorio astronomico all'Università di Padova da adibire anche a luogo di addestramento dei futuri astronomi. Soltanto quattro anni dopo, nel settembre del 1765, si dava incarico al professore di astronomia, geografia e meteore, l'abate Giuseppe Toaldo (1719-1797), di visitare i principali osservatori italiani per informarsi sulla struttura dell'edificio e sui principali strumenti necessari all'attività dell'astronomo. Al ritorno da questa indagine, Toaldo fece venire da Vicenza l'architetto don Domenico Cerato (1715-1792), amico e compagno di studi nel Seminario vescovile di Padova e uno dei più abili architetti del tempo. Toaldo propose di utilizzare la Torre alta del Castel Vecchio per le sue grosse e solide mura e per la sua collocazione all'interno della città, ideale per l'osservazione astronomica. In particolare, la Torre era idonea perchè consentiva un'ottima osservazione verso sud, ovvero verso il meridiano celeste, punto cruciale per lo studio del moto degli astri. E fu così che, dopo dieci anni di lavori, nel 1777 la Torre divenne Osservatorio astronomico, ovvero "specula astronomica" secondo la dicitura latina.