Musei civici Eremitani
Piazza Eremitani, 8
Padova - Pd
Tel. +39 049 82045450/51
Fax +39 049 8204585
In piazza Eremitani, presso i chiostri dell’ex convento dei frati Eremitani, sorge il complesso dei Musei Civici che raggruppa il Museo Archeologico e il Museo d’Arte Medioevale e Moderna, vicino al complesso della Cappella degli Scrovegni e alla chiesa degli Eremitani.
Museo Archeologico
Il primo nucleo del Museo Archeologico venne solennemente inaugurato nel 1825 dall'imperatore Francesco I d'Austria e a tale data risale quindi la più antica raccolta archeologica pubblica di Padova.
Al piano terra attraverso 14 sale è documentata la continuità di vita dell'agro patavino, dalla protostoria all'età romana, con un percorso che inizia con reperti di epoca preromana, provenienti da necropoli patavine, databili dall'VIII al III secolo a.C..
Una piccola sala è dedicata ai bronzetti etruschi, italici e paleoveneti, mentre ricca è la sezione romana. Altre salette sono riservate ai materiali greci e italioti. Due sale egizie sono dedicate al padovano pioniere dell'egittologia Giovan Battista Belzoni.
Il chiostro ospita la ricca collezione lapidaria, costituita da colonne, trabeazioni, capitelli, fregi, elementi architettonici, per lo più rinvenuti nella zona dei Colli Euganei e di Padova.
Attualmente alcune sale ospitano la mostra “Dalla pietra al ferro”.
Cappella degli Scrovegni
Per diffondere una positiva considerazione di sé, il ricco banchiere padovano Enrico Scrovegni nel 1300 acquista la zona dell'Arena Romana, dove fa erigere il suo palazzo e una cappella dedicata alla Beata Vergine. La piccola chiesa, di forme semplici e pulite esternamente, presenta all'interno un unico ambiente, terminante sul fondo con un presbiterio in cui si trova il sarcofago di Enrico Scrovegni e sull'altare una Madonna col bambino.
La cappella è costituita da un unico vano con copertura a botte e la decorazione è considerata uno dei massimi capolavori dell'arte di tutti i tempi.
Nel 1300 lo Scrovegni, dopo aver visto le opere di Giotto e della sua scuola nella Basilica di Sant’Antonio, commissiona la decorazione murale della cappella al noto pittore il quale, per rendere possibile l'attuazione del vasto programma iconografico, prende come punto di riferimento lo spazio tra le due finestre, calcolando di inserirvi due storie, una sopra all'altra.
Giotto raggruppa quindi le vicende del Nuovo Testamento in trentanove scene dipinte, da Maria, Gioacchino ed Anna, alle Storie della Vergine e di Gesù fino al Giudizio Universale narrato nell’Apocalisse. Inoltre vengono realizzate quattordici allegorie a monocromo dei Vizi e delle Virtù nell’alto zoccolo perimetrale.
Giotto in queste opere rinnova e supera radicalmente la tradizione bizantina con una tecnica che rappresenta la massima fluidità e la massima cura dei dettagli, con colori che richiamano l’attenzione e dove predomina l’azzurro. Le opere si concludono in un periodo di circa due anni: una rapidità straordinaria di esecuzione che si spiega solo se si ipotizza una grande maestria tecnica ed un sistema innovativo di organizzazione del cantiere. Si afferma agli Scrovegni il modello sperimentato ad Assisi.
Con quest'opera Giotto inizia una nuova era nella storia della pittura, superando l'astrazione formale della corrente bizantina allora dominante, per proporre forme umane più naturali e realistiche, conquistandosi quindi la nomina di primo pittore moderno.
I recenti interventi operati sul ciclo giottesco a cura dell'Istituto Centrale per il Restauro e conclusi nel 2001 hanno consentito non solo di circoscrivere al massimo il processo di degrado degli affreschi, ma soprattutto di restituire all'insieme l'unità percettiva degli elementi portanti dell'invenzione del sommo Maestro. Oggi, al fine di limitare i danni derivanti dalla condensa provocata dalla traspirazione delle centinaia di migliaia di visitatori che annualmente affollano l'ambiente, è stato progettato un nuovo Corpo Tecnologico di accesso che, insieme all'impianto di trattamento dell'aria, permette di gestire il forte flusso dei visitatori in modo da non pregiudicare la buona conservazione degli affreschi.
Orari:
tutto l'anno 09.00 - 19.00 - 25 marzo ingresso gratuito.
Chiuso a Natale, S. Stefano e Capodanno.
Info:
Visite solo su prenotazione Telerete Nordest da lunedì a venerdì 09.00-19.00 – sabato 09.00-18.00 oppure on line www.cappelladegliscrovegni.it
Visite serali dal 1 marzo al 4 novembre 2008 dalle 19.00 alle 22.00, ultimo ingresso alle 21.45.
Ingressi: intero (comprende Museo, Palazzo Zuckermann) € 12.00 – ridotto € 8.00 – ridotto speciale € 5.00, gratuito bambini fino ai 6 anni, disabili.
Info per Musei Civici agli Eremitani
tel. +39 049 82045450/51 - fax +39 049 8204585
Per raggiungere Palazzo Zuckermann, i Musei Civici e la Cappella degli Scrovegni dalla stazione FF.SS.: autobus 3/8/10/12, nei giorni festivi 32/42; in auto e pullman: uscita autostrada Padova Est, parcheggio Fiera, da via Tommaseo con servizio navetta per il centro città; uscita autostrada Padova Sud e Ovest , parcheggi Prato della Valle con servizio navetta per il centro città, via Valeri (laterale di via Trieste), piazza Insurrezione.
Orari:
tutto l'anno 09.00 - 19.00.
Chiuso tutti i lunedì non festivi, Natale, S. Stefano, Capodanno, I Maggio.
La Cappella degli Scrovegni resta aperta anche il lunedì.
Ingressi:
intero Museo, Cappella degli Scrovegni, Sala Multimediale, Palazzo Zuckermann € 12.00. Solo Museo, Sala Multimediale, Palazzo Zuckermann € 10.00 – ridotto € 8.00 – ridotto speciale € 5.00 – gratuito bambini fino ai 6 anni, disabili.
Esistono biglietti cumulativi per visitare più monumenti a prezzi speciali.