La Grappa

Ottenuta dalla distillazione della vinaccia (bucce e vinaccioli dell'uva), la grappa è una bevanda alcolica che non manca mai a fine pasto sulla tavola trentina.

La qualità della grappa trentina è data da fattori naturali quali il clima e il terreno, uniti all'esperienza di generazioni di distillatori e ad un particolare metodo di distillazione detto a "bagnomaria". La qualità dei terreni, la loro esposizione al sole, i diversi microclimi con forte escursione termica fra il giorno e la notte in fase di maturazione dell'uva, concorrono allo sviluppo di una viticoltura di qualità.

E da uva di qualità ricca di profumi e aromi derivano Vini e Grappe trentine di qualità. La distillazione avviene a bagnomaria, con modeste quantità di vinaccia scelta con cura dal mastro distillatore.
L'uso del vapore al posto del fuoco diretto e la lenta distillazione consentono di ottenere grappe estremamente morbide e delicate.

Si va dalle grappe di monovitigno ottenute dalla vinaccia di una sola qualità d'uva, alla grappa giovane o bianca dal profumo delicato e dal gusto secco, gentile e pulito. Particolarmente pregiata la grappa Riserva o Stravecchia invecchiata per almeno 24 mesi in fusti di legno di rovere. Ottime le grappe aromatiche ottenute da vinacce di uve aromatiche come il Moscato, il Traminer e il Müller Thurgau. Da provare per la loro tipicità le grappe aromatizzate con l'aggiunta di erbe, radici o frutta, come genziana, mugo, asperula, ruta, mirtilli, lamponi, pere, ecc.

Un po' di storia...

Nell'Ottocento e fino all'inizio del secolo scorso, in Valsugana era molto diffusa la coltivazione della vite, in particolare nelle zone dei laghi di Levico e Caldonazzo, sulle pendici del colle di Tenna e sui versanti rivolti a sud dei monti circostanti, dove i vigneti si inerpicavano fino oltre i 600 metri di quota. La produzione di uve era tale che parte del mosto e del vino venivano portati, con la ferrovia, nel Tirolo, poiché a quel tempo il Trentino e la Valsugana facevano parte dell'Impero Austroungarico.

L'abbondanza di uve dava un grande quantitativo di vinacce, distillate in casa e nelle numerose distillerie di piccole dimensioni esistenti in valle che producevano dell'ottima grappa. Purtroppo la filossera, malattia della vite allora incurabile, causò la morte di moltissime piante. L'attività dei vignaioli andò progressivamente diminuendo e di conseguenza anche molte distillerie chiusero i battenti, sia per la mancanza di materia prima che per gli oneri fiscali imposti dal governo italiano subentrato a quello austriaco. Al giorno d'oggi in Valsugana la grappa viene prodotta artigianalmente a Levico Terme e a Vigolo Vattaro sul vicino Altopiano della Vigolana.