Duomo di San Liberale

Duomo di San Liberale
Castelfranco Veneto

Il Duomo S. Maria Assunta e S. Liberale (progettato nel 1723 da F.M. Preti) fu innalzato a partire dal 1724, in luogo di una preesistente chiesa romanica, e venne aperto al culto nel 1746 (privo della cupola e dell’atrio ideati dal Preti - facciata aggiunta nel 1892-1893).
La chiesa è l’opera prima dell’architetto Francesco Maria Preti, ma anche l’opera riassuntiva e più alta della sua vasta produzione progettuale, nella quale sono espresse tutte le sue teorie architettoniche, successivamente riprese in altre chiese della zona, nel Teatro Accademico e nelle ville Pisani, a Stra, e Corner, a Cavasagra di Vedelago. All’interno del nuovo tempio, l’architetto applica le sue teorie, in primo luogo la media armonica proporzionale, cosicché l’altezza dell’unica e luminosa navata è media armonica tra la sua lunghezza e larghezza. Sul vano centrale si aprono tre cappelle per lato, tra loro comunicanti, sopraelevate di tre gradini. L’intero perimetro interno è cinto da un ordine architettonico ionico, ritmato da colonne binate su piedistalli. La crociera (al centro la lapide tombale del Preti), è chiusa da absidi semicircolari e interrotta all’altezza del tamburo, privo della cupola ideata dall’architetto. Il presbiterio quadrato, con volta a vela sorretta da quattro colonne angolari, si conclude nel coro semicircolare innestato sul varco appositamente aperto nelle mura per decreto del Senato veneziano.
Autentico museo, il Duomo di S. Liberale custodisce la celeberrima Pala, opera di Giorgione (Castelfranco Veneto, 1478 circa - Venezia, 1510). Il dipinto (tavola di cm 200,5 x 144,5), databile circa 1503-1504, recentemente restaurato, fu commissionato da Tuzio Costanzo per la cappella di famiglia, in occasione della morte del figlio Matteo (avvenuta tra la primavera del 1503 e l’estate del 1504), raffigurato in armatura completa sulla lapide tombale, in origine murata su una parete laterale. Il dipinto raffigura, sullo sfondo di un paesaggio, la Madonna in trono con il Bambino, san Francesco e san Nicasio (in passato identificato in san Giorgio o in san Liberale, patrono di Castelfranco e Treviso), che impugna l’insegna dei cavalieri di Malta.

Nella tavola di Castelfranco, Giorgione introduce elementi fortemente innovatori nella pittura veneta rinascimentale. Un respiro atmosferico, pervaso da un assoluto silenzio, impregna l’intera figurazione e inonda la penombra della cappella.
Una cortina di rosso velluto identifica i due "registri" della composizione: il mondo delle azioni umane, nel quale "vivono" la Madonna e il Bambino, e lo spazio sacro ai piedi del trono, ove, in una dimensione intima e meditativa, i due santi, evocativi dell’ardimento (Nicasio) e della pietà (Francesco), rivolgono il loro sguardo assorto allo spettatore e al devoto.
Oggi, la sobria cappella della Pala è meta di visitatori provenienti da tutto il mondo e, malgrado il riassetto del 1935, il capolavoro di Giorgione non cessa di catturare lo spettatore in un forte coinvolgimento emotivo, suscitato dalla serenità del paesaggio, dal commosso silenzio dei personaggi e dalla muta compostezza dell’effigie marmorea del giovane Matteo Costanzo.
Oltre alla Pala, il Duomo conserva numerose opere d’arte. Tra le altre: la pala del coro, con la Discesa di Cristo al Limbo di Giovanni Battista Ponchini (circa 1500-1570), collaboratore del Veronese, e, al lato destro e il Martirio di S. Sebastiano di Palma il Giovane (1544-1628). Nella stupenda quadreria della Sacrestia si possono ammirare sette frammenti degli affreschi che Paolo Caliari detto il Veronese (1528-1588) eseguì per la villa Soranza di Treville, demolita all’inizio dell’Ottocento: sul soffitto Il Tempo e la Fama, sulla parete di destra La Giustizia, La Temperanza e quattro ovali con putti alati. Inoltre, tra le opere più significative: la Cena in Emmaus e la Consacrazione vescovile di S. Nicolò di Paolo Piazza (1560-1621), l’Annunciazione del castellano Pietro Damini (1592-1631), la Presentazione al Tempio di Palma il Giovane e un S. Rocco ai piedi della Vergine con Bambino, attribuita a Jacopo da Ponte, detto il Bassano (circa 1515-1592).

Piazza S. Liberale
Ingresso: Libero
Orari: Le visite sono sospese durante i riti liturigici.
Info supplementari: Per informazioni: Museo Casa Giorgione tel. 0423 / 725022 – fax 0423 / 735689

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