Chiesa di Scalternigo
Mirano
La Chiesa, dedicata ai S.S. Pietro e Paolo è stata fondata nel 1170 ed era probabilmente una cappella dipendente dall'Abbazia di S. Dario, importante centro religioso posto sulla riva della laguna veneziana. Tra la fine del 1300 e la fine del 1400 l'edificio viene ricostruito nella forma attuale, conservando la facciata con mattoni a vista e la struttura interna ad unica navata, chiusa da una semplice abside quadrata, della costruzione precedente. Al periodo rinascimentale è attribuito l'elegante protiro addossato alla porta d'ingresso e sorretto da due sottili colonne. Ulteriori interventi di ristrutturazione si sono susseguiti tra la fine del 1500 e il 1700 ed hanno comportato l'ampliamento e la trasformazione dell'abside da quadrata a semicircolare e la realizzazione di due altari per ogni lato, con relative cappelle sporgenti all'esterno. Nel 1625 viene terminata la costruzione del campanile posto di fronte alla facciata della chiesa.
All'interno dell'edificio numerose sono le opere degne di nota, tra le quali l'affresco con la Madonna e S.S. Caterina e Lucia, della prima metà del 1400, le due sculture raffiguranti i S.S. Pietro e Paolo, realizzate da Antonio Gai, artista contemporaneo dei Tiepolo, e infine il soffitto decorato dalla La gloria dei S.S. Pietro e Paolo, opera molto tarda di Giandomenico Tiepolo.
La decorazione si compone di un ovato mistilineo al centro, in cui è rappresentata la Gloria dei S.S. Pietro e Paolo , accompagnato, ai quattro angoli da riquadri di minori dimensioni raffiguranti gli Evangelisi. Nell'ovato vi è la trinità, rappresentata dal Padre in abiti pontificati e dal Cristo risorto, entrambi poggiati sul mondo sovrastato dalla colomba dello Spirito Santo. Ai loro piedi, la Vergine in preghiera accoglie in cielo i santi Pietro e Paolo, il primo accompagnato dai suoi attributi quali il pastorale, il triregno e le chiavi, mentre il secondo è riconoscibile solo per la caratteristica lunga barba e per l'usuale colore degli abiti, rosso e verde. L'affresco è stato attribuito sia a Giambattista Canal, seguace del Tiepolo, sulla base di confronti con opere certe del pittore, sia a Giandomenico Tiepolo, per la presenza di numerose opere da lui eseguite nel territorio miranese.