La Chiesa di Santa Lucia di Brenta sorge all’interno di un solitario monastero benedettino nato ancor prima del secolo XII, presso le rive del Brenta. La chiesa, dopo secoli di servizio, devastata e quasi abbandonata durante il 1300, riappariva nel secolo XVI tutta preziosamente affrescata da Jacopo da Ponte, inserita nel villaggio che l'operosità dei monaci aveva suscitato. Risulta che nel 1867 la chiesetta fosse ancora in funzione; dopo tale data anche il suo nome scompare rapidamente. Dopo l'ultima guerra, per caso la Chiesa viene rintracciata da Giuseppe Cappello, ispettore onorario ai monumenti, sulla guida di un libriccino di conti: dell'edificio religioso poco rimaneva, poiché era stato tramutato in una povera casa colonica identificata come quella "delle Statue", dove abitazione, stalla, cantina e ripostiglio si susseguivano in un fabbricato che non misurava più di quindici metri di lunghezza.
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