Caffe Pedrocchi
Padova Via VIII febbraio, 15
Stabilimento Pedrocchi, Piazzetta Pedrocchi
Come a Venezia, anche a Padova tra la fine Settecento e il primo Ottocento, sorsero molti caffè, luogo d'incontro e di lettura. Nel 1816 Antonio Pedrocchi, figlio di un caffettiere bergamasco, commissiona al noto architetto veneziano Giuseppe Jappelli l'ampliamento del piccolo caffè ereditato dal padre. Il nuovo stabilimento che doveva essere il Caffè "più bello della terra" fu inaugurato nel 1831 e poi affiancato, nel 1836, dal Pedrocchino, elegante costruzione neogotica riservata alla pasticceria.
Il Caffè fin dai primi anni divenne noto come "il caffè senza porte" sia perché fino al 1916 era aperto giorno e notte, sia per l'accoglienza dettata proprio dalla sua struttura: il porticato aperto e, allora, senza vetrate, era una sorta di "passaggio" collegato alla città.
Il Caffè Pedrocchi, uno dei più importanti caffè europei e uno dei pochi superstiti tra gli antichi caffè italiani, si eleva proprio nella centralissima piazza, tra Palazzo Moroni, la sede del Comune, ed il Bò, sede dell'Università, nell'angolo asimmetrico rimasto dalla demolizione di antichi edifici.
Nello scavo delle fondamenta e della ghiacciaia vennero portate alla luce grandiose colonne, ora al Museo Civico, e diversi marmi furono usati per la realizzazione del caffè. L'edificio venne adattato ad un'area di forma triangolare nel cuore della città (da qui deriva la pianta a forma di pianoforte del caffè). La sua splendida architettura, che mescola lo stile neoclassico a quello gotico veneziano, con richiami esotici egizi e cineserie, molto in voga nell'ottocento, rispecchia il clima romantico dell'epoca e l'estro dell'architetto Jappelli.
La facciata nord del Caffè è caratterizzata da due porticati con colonne doriche, preceduti da quattro leoni scolpiti dallo scultore romano Giuseppe Petrelli. Il pianterreno, destinato a caffetteria, è caratterizzato dal susseguirsi di stanze denominate in base al colore della tappezzeria (Sala bianca, Sala rossa, Sala gialla, Sala verde). Il Piano Nobile, un tempo sede di un Circolo cittadino, è composto da una successione di stanze, ciascuna arredata e decorata in modo da ricreare l'ambientazione tipica di un determinato periodo storico. Tra le 14 stanze di notevole pregio sono la Sala Etrusca le cui pareti e il soffitto sono dipinti a olio, con un decoro di figure nere su fondo mattone in richiamo alla pittura vascolare antica.
Opera del bellunese Giovanni de Min è l'affresco L'uomo di Platone sulla parete di sinistra della Sala Greca mentre le bellissime quattro vedute di Roma dipinte nella Sala Romana sono di Ippolito Caffi.
Le finestre della Sala Gotica sono ornate con stemmi di famiglie patrizie patavine mentre le pareti della Sala Ercolana sono dedicate alla vita di Diana. La lussuosa sala da ballo è in onore del musicista Gioachino Rossini e la Sala Egizia si presenta nel suo massimo splendore con decori di sapore misterioso e saggezza antica.