Basilica del Carmine
Piazza del Carmine
La Basilica di Santa Maria del Carmine è chiamata popolarmente i Carmini, dal nome dell'ordine monastico che si insediò a Padova verso la fine del XIII secolo. La prima chiesa fu edificata nel 1212 assieme ad un convento di monache che fu poi ricostruito dai frati carmelitani prima del 1295. Dopo varie ricostruzioni della Chiesa, nel 1696 un terremoto fece crollare la volta cinquecentesca della navata e nel 1800 un incendio distrusse la cupola che fu riparata e più volte ricostruita fino al rifacimento in rame della calotta esterna nel 1931-32. La costruzione della chiesa fu portata a termine solo nel Settecento. Di quest'epoca è la facciata nella quale si apre un portale ornato da un timpano e da tre statue realizzate nel 1736 dal Bonazza. I battenti della porta maggiore di legno, la più antica di Padova (1412), sono decorati con formelle quadrate, contenenti una foglia di acanto.
Il maestoso interno ad un'unica navata, con alta cupola, frutto delle ricostruzioni operate nel 1918-1919, è scandito alle pareti dalle sei cappelle della chiesa. Sull'altare maggiore, affiancata da due angeli dello scultore padovano Rinaldo Rinaldi, la Madonna col Bambino, detta Madonna dei Lumini, affresco di Stefano dall'Arzere, che fu qui trasportata dalla Casa Selvazzi come voto dei padovani per implorare la fine della peste. Ancora oggi la festività della Madonna dei Lumini è cara alla devozione dei padovani. All'interno della chiesa una pregevole opera di Alessandro Varotari detto il Padovanino, la Pala con Cristo e la Madre degli Zebedei. In una sala attigua alla Basilica ha finalmente ritrovato collocazione anche il recentemente restaurato Cristo Deposto in cartapesta, oggetto di devozione e soggetto centrale di processioni pasquali fin dal XV secolo (la sala è sempre aperta solo nel periodo pasquale. Per la visita contattare il Parroco).