Altopiano di Vezzena

Cima Vezzena

L’altopiano di Vezzena, che fa parte del vasto ambito dell’Azienda di Promozione Turistica Terme di Levico Vetriolo Roncegno Panarotta 2002 Lago di Caldonazzo, si presenta come una sconfinata distesa di prati e di boschi, che degrada dolcemente verso l’altopiano dei Sette Comuni ed Asiago.

Vezzena è raggiungibile, in circa 15 km., partendo da Caldonazzo in località Lochere lungo la strada provinciale di Monterovere, chiamata anche “Menador”, “Pegolara” o “Kaiserjägerweg”. Si tratta di un tracciato militare della prima guerra mondiale.
La strada, che sale a tornanti ed offre un’incomparabile vista sulla Valsugana e sui laghi di Caldonazzo e Levico, è in alcuni punti stretta e in forte pendenza, costruita a picco sulla roccia.
Si sconsiglia pertanto il transito a chi soffre di vertigini.
I più sportivi possono raggiungere l’altopiano a piedi lungo un tracciato piuttosto impegnativo, dai sentieri della Valscura e del Menador.
Il nome Menador stava a significare una ripida strada di montagna fatta per trascinare il legname fino ad una strada carrozzabile o a un fiume.
L’altopiano di Vezzena è altrimenti più comodamente raggiungibile da Calceranica, Bosentino e Vattaro, lungo la strada provinciale della Fricca che porta agli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna.

Il Passo di Vézzena è situato a 1.417 m. di altitudine.
Qui si apre in tutta la sua bellezza l’altopiano disseminato di tipiche malghe alpine, costruzioni per il ricovero del bestiame all'alpeggio e per l'attività casearia.
Vi si producono formaggi, fra i quali il "Vezzena" appunto, conosciuto per il suo caratteristico sapore.
Durante la prima guerra mondiale tutta la zona, che comprende anche gli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna, fu teatro di scontri e battaglie come testimoniano i numerosi forti austriaci, tuttora visitabili.
I forti facevano parte di una linea fortificata difensiva costruita dagli Austroungarici sugli altipiani a partire dal 1907 in previsione della guerra con l’Italia.
Nei pressi del passo ci sono i resti del forte austriaco Busa di Verle (Werk Verle), pesantemente bombardato nei primi mesi di guerra.

Più in alto si trova il Forte di Cima Vezzena (Werk Spitz Verle), fortezza-osservatorio chiamato “l’occhio degli altipiani”, costruito in posizione strategica a picco sulla roccia. Altri forti si trovano sugli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna assieme a cimiteri militari e ai i resti dell’ospedale militare. La zona offre numerosi percorsi per escursioni a piedi e in mountain bike ed è una vera e propria palestra naturale per la pratica dell’orienteering. I più allenati possono raggiungere, seguendo i sentieri segnati dalla SAT, la Società Alpinisti Tridentini, Cima Vezzena, chiamata anche Pizzo di Levico (m.1908) e Cima Mandriolo (m.2051), da cui si può godere di una vista mozzafiato sulla valle sottostante. Bellissimi percorsi per passeggiate anche verso l’altopiano di Luserna, isola etnica e linguistica dove si parla il cimbro, un antico dialetto tedesco.

In inverno l'altopiano delle Vezzene offre agli appassionati dello sci di fondo decine di chilometri di piste in un ambiente suggestivo e incontaminato, collegate al Centro Fondo Millegrobbe.
Per chi predilige lo sci alpino sono a disposizione i vicini impianti di Malga Rivetta (m.1350).
Nella zona del passo Vezzena si trova un albergo a tre stelle e poco distante, in località Monterovere un altro albergo a due stelle, entrambi aperti sia nella stagione estiva che in quella invernale.